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La Galleria delle carte geografiche ai musei Vaticani

La Galleria delle carte geografiche ai musei Vaticani

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Fra i gioielli più preziosi e rari che adornano i "Palazzi Vaticani" c'è la "Galleria delle Carte Geografiche", una straordinaria esposizione che unisce alla finezza artistica un eccezionale valore storico-documentario.

Situata lungo il percorso che porta alla "Cappella Sistina", la Galleria rappresenta una delle tappe più belle e suggestive della visita ai "Musei Vaticani".

L'opera fu commissionata da papa Gregorio XIII ed eseguita fra il 1581 e il 1585 sotto la direzione di Ignazio Danti, matematico, astronomo e cosmografo appartenente all'Ordine Domenicano; gli affreschi e i decori furono realizzati da artisti talentuosi e di gran fama, sia italiani che fiamminghi.

Oltre ad offrire una panoramica esaustiva sullo stato delle conoscenze geografiche nel XVI secolo, le sue rappresentazioni dell'Italia attestano che, già a quel tempo, nell'entourage del papa si considerava la penisola come una realtà territoriale e spirituale unica.

La Galleria si sviluppa in un corridoio lungo 120 metri e largo 6 metri; i muri sono interamente ricoperti da carte geografiche (una quarantina in tutto) relative alle regioni italiane, ognuna corredata dalle piantine delle città più importanti.

La Galleria delle carte geografiche ai musei Vaticani

Completano l'insieme alcuni paesaggi che ritraggono i porti di maggior spicco dell'epoca quali Civitavecchia, Venezia, Ancona e Genova.

Il soffitto mostra i fatti religiosi (soprattutto miracoli ed eventi salvifici) più rilevanti di ogni regione, in modo da inquadrare ogni contesto territoriale nel piano provvidenziale e mettere in risalto, in avvenimenti e personaggi, l’ effusione della grazia divina.

L'orientamento a Nord, divenuto oggi convenzionale, non era ancora regolarmente in uso nel XVI secolo, per cui alcuni lavori della Galleria si presentano capovolti allo sguardo dell’osservatore moderno.

La disposizione delle carte geografiche non è casuale, ma mira a costruire un ideale itinerario lungo l'Appennino, con le regioni adriatiche sulle pareti di destra e quelle tirreniche sulle pareti di sinistra.

Queste sono, nello specifico, le mappe che compongono il percorso cartografico:

- 4 cartine per i territori veneziani, friulani, trentini e lombardi (fra i quali allora non esisteva una distinzione ben precisa), ovvero "Ducato di Mantova", "Veneto", "Ducato di Milano" e "Forum Iulii";

- 1 cartina per il "Piemonte";

- 1 cartina per la "Liguria";

- 2 cartine per la "Toscana", ovvero "Elba" ed "Etruria";

- 2 cartine per l'"Umbria", ovvero "Agro Spoletino" e "Agro Perugino";

- 2 cartine per il "Lazio", ovvero "Patrimonio di San Pietro" e "Lazio e Sabina";

- 2 cartine per la "Puglia", ovvero "Tavoliere e Gargano" e "Penisola Salentina";

- 1 cartina per l'"Abruzzo";

- 3 cartine per le "Marche", ovvero "Piceno", "Agro di Ancona" e "Ducato di Urbino";

- 4 cartine per l'"Emilia-Romagna", ovvero "Contado di Bologna", "Flaminia", "Ducato di Ferrara" e "Ducato di Parma e Piacenza";

- 2 cartine per la "Campania", ovvero "Principato di Salerno" e "Campania";

- 1 cartina per la "Basilicata";

- 2 cartine per la "Calabria", ovvero "Calabria Citerior" e "Calabria Ulterior";

- 1 cartina per la "Sicilia";

- 1 cartina per la "Sardegna";

- 1 cartina per la "Corsica";

- 1 cartina per "Malta".

A ciò si aggiunge anche una carta del "Territorio di Avignone", località francese allora appartenente al pontefice. Concludono la Galleria due grandi mappe generali raffiguranti l'"Italia antica" e l'"Italia moderna" che riassumono le caratteristiche principali della penisola nelle diverse epoche, rendendo possibile un confronto per rilevare i cambiamenti avvenuti.

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