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Il portolano, caratteristiche e storia

Il portolano, caratteristiche e storia

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Comparso per la prima volta in epoca medievale, il "portolano" viene ancora oggi utilizzato per scopi pratici legati alla navigazione costiera.

Come dice il suo stesso nome, derivato dal latino "portus", questo particolare strumento cartografico è un vero e proprio manuale di riferimenti relativi ai porti, con la descrizione fisica della zona completa di segnalazioni su eventuali rischi per la navigazione (presenza di un relitto o di una secca, ad esempio) e di ogni indicazione su come procedere nel modo più sicuro alle manovre di entrata e agli ancoraggi.

Il portolano raccoglie tutte le rappresentazioni grafiche più utili in tal senso (carte geografiche, disegni, testi esplicativi, indicazione delle rotte, ecc.).

L'antenato del portolano medievale fu il cosiddetto "periplo" in uso nel mondo greco e romano; nel periodo classico ci si serviva soprattutto di descrizioni delle coste contenute in libri di viaggi e diari di navigazione.

Il documento più antico a noi conosciuto è il periplo di "Sciliace di Carianda", cartografo e navigatore vissuto tra il VI e il V secolo a.C.


Tra i portolani medievali, invece, occupano un posto eminente il "Compasso de navegare" (metà del XIII sec.), e il manuale contenuto nel "Codice Valedemar" (stessa datazione) destinato alla navigazione nei mari del Nord Europa.

Col il tempo, i portolani si arricchirono di carte nautiche (come il cinquecentesco "De Spieghel der Zeevaerdt" del navigatore Waghenaer, che fu tradotto in varie lingue e servì da esempio per diverse produzioni successive), istruzioni ad uso dei naviganti e informazioni sempre più particolareggiate sulle coste; riprodotti su pergamena, potevano essere realizzati in fogli sciolti o raggruppati in veri e propri atlanti.

In essi non si considerava la forma sferica terrestre, e vi venivano riportate le cosiddette "linee iossodromiche": ciò li rendeva inadatti alla navigazione negli oceani, limitandone l'utilità agli spostamenti in mari di piccola estensione, come il Mediterraneo.

I portolani corredati da carte nautiche furono utilizzati fino a tutto il Seicento: in questo periodo, tali manuali si presentavano come opere poderose, in più volumi, che interessavano l'intero mondo conosciuto descrivendo in modo dettagliato tutte le coste; li completava un nutrito corredo grafico, composto da carte nautiche in diverse scale e dalle vedute di alcuni tratti costieri.

Solo a partire dal secolo successivo si operò una netta distinzione fra portolano e carta nautica. Oggi la produzione dei portolani ha carattere di ufficialità ed è affidata agli Enti cartografici preposti.

In Italia, il portolano di riferimento è quello realizzato dall'"Istituto Idrografico della Marina Italiana": è in dieci volumi, otto dei quali dedicati alla descrizione di tutte le coste italiane, corse e maltesi, e due contenenti dati geografici, meteorologici, normativi e oceanografici.

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