Le strade e le vie consolari romane rappresentano un'opera di straordinaria ingegneria e testimoniano l'abilità dei romani nel costruire infrastrutture. Facenti ancora parte del sistema viario nazionale, esse hanno resistito alla prova del tempo, costituendosi patrimonio storico-culturale di una civiltà.
Tali strade devono il loro nome ai consoli che ne promossero la costruzione ed erano usate come importanti vie militari e commerciali. Esse furono infatti costruite per favorire gli spostamenti delle legioni romane tra i diversi avamposti, ma anche per trasportare merci, contribuendo così allo sviluppo economico dell’Impero romano.
Nei secoli, il loro tracciato è stato modificato. Ad oggi, alcune di esse sono divenute strade statali o regionali, mentre altre non sono più percorse, conservando tuttavia il loro manto originario.
Si contano dodici grandi strade consolari che si snodano in tutta Italia, ovvero l’Appia, l’Aurelia, la Cassia, la Flaminia, la Salaria, la Tiburtina, la Casilina, l’Emilia, la Postumia, la Popilia, la Nomentana e la Prenestina. La quasi totalità aveva la particolarità di partire dal Tempio di Saturno nella zona dei Fori, dal cosiddetto Miliario aureo per l’esattezza, ovvero una colonna marmorea fatta erigere da Cesare Augusto nel 20 a.C., che rappresentava il centro di Roma.
Dunque, le strade consolari partivano o giungevano a Roma: da qui il detto “Tutte le strade portano a Roma”.
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