Il canale di Panama è un'opera idraulica artificiale che attraversa l'omonimo istmo situato in America Centrale. Realizzato tra il 1907 e il 1914 ad opera degli Stati Uniti, serve a collegare Atlantico e Pacifico senza circumnavigare il Sud America, agevolando così la navigazione commerciale.
Consta di due impianti per la risalita e per la discesa ubicati tra la baia di Limón, il lago Gatún e i villaggi di Pedro Miguel/Miraflores.
La storia del Canale di Panama è piuttosto complicata: l'inizio dei lavori, infatti, è stato preceduto da un lungo periodo di progetti, fallimenti e polemiche.
Incaricato da Simon Bolivar, l'ingegnere britannico John Lloyd ne accertò la fattibilità nel 1829; negli anni successivi, l'impresa fu tentata più volte ma senza esito.

Tra gli insuccessi più clamorosi in tal senso vi furono quello del colonnello e imprenditore statunitense Charles Biddle (1836) e, alla fine del secolo, quello di
Ferdinand de Lesseps (già celebre per la costruzione del canale di Suez), fondatore, in Francia, della "Compagnie universelle du canal interocéanique de Panama".
A determinare questi fallimenti concorsero difficoltà tecniche ma soprattutto finanziarie; ne scaturirono anche scandali eclatanti, come quello legato alla
Compagnia fondata dal de Lesseps (il cosiddetto "Scandalo di Panama", 1892) che intaccò la credibilità del governo francese e rovinò molti risparmiatori.
Poi, nel 1903, gli Stati Uniti acquistarono le concessioni, le azioni e le proprietà della Compagnia, portando finalmente a compimento il canale di Panama, che venne inaugurato nel 1914.
Recentemente (2016), per consentire il passaggio di navi più grandi, sono stati eseguiti lavori di ampliamento che hanno raddoppiato la capacità del canale.