Le carte geografiche nautiche sono strumenti altamente specifici contenenti informazioni geografiche legate alla navigazione.
La cartografia nautica è attestata a partire dal XIII secolo: non si conoscono, infatti, documenti di questo tipo antecedenti al Duecento.
Poiché risulta difficile credere che esperti navigatori come i greci o i fenici non ne facessero uso, si può ipotizzare la totale dispersione del materiale più antico a seguito di vari fattori (usura, naufragi, ecc.).
Un’altra ipotesi considerata dagli storici si fonda sulla convinzione che a queste carte, anticamente, non fosse attribuito un particolare valore: redatte nel corso della traversata, sarebbero poi state gettate o distrutte una volta esaurito il loro compito.
La più antica carta nautica conosciuta è italiana: si tratta della celebre "Carta Pisana", risalente alla metà del XIII secolo e attribuita a Raimondo Bacchisio Motzo.
Disorientata verso est, questa pergamena include il Mediterraneo e il Mar Nero e riporta una scala delle distanze.
Il periodo successivo alla comparsa della Carta Pisana è particolarmente significativo per lo sviluppo della cartografia: la massima fioritura delle repubbliche marinare, infatti, dà un impulso straordinario alla stesura delle carte nautiche.
Non a caso, dei secoli XIV e XV ci sono pervenute oltre 150 carte, appartenenti soprattutto a scuole veneziane, genovesi e anconetane.
Tra i navigatori-cartografi più in vista dell'epoca spiccano l'anconetano Grazioso Benincasa e i genovesi Battista Agnese e Pietro Vesconte.

Nel Cinquecento, la cartografia nautica prospera anche nel Sud Italia, con Napoli e Messina come principali centri di produzione.
A partire dal secolo successivo, gli studi geografici e cartografici si sviluppano in modo particolare nei Paesi Bassi: qui, i progressi dell'arte tipografica arricchiscono le carte nautiche di splendide incisioni ispirate alla mitologia.
In questo periodo nascono proiezioni cartografiche più evolute ad opera di figure di spicco destinate a lasciare un segno profondo nella storia della cartografia, come Gerardo Mercatore e Willem Janszoon Blaeu.
Nel XVII secolo, alle tradizionali carte piane si affiancano sempre più spesso i mappamondi, le proiezioni cilindriche e gli atlanti; in questa fase, è soprattutto la Compagnia delle Indie Orientali a dare impulso alla cartografia, assoldando a tale scopo i migliori professionisti del settore.
A partire dagli anni Sessanta del Novecento, le produzioni cartografiche sono state portate avanti non solo dagli istituti idrografici, ma anche dall'editoria privata.
A ciò si è affiancato un grado di specializzazione sempre più avanzato, con carte mirate per ogni esigenza di navigazione e disponibili, oltre che su carta, anche su supporti informatici.
In base alla loro scala, le carte nautiche vengono attualmente distinte in: oceaniche (con la proiezione di Mercatore), generali (per la navigazione d'altura), costiere o particolari (per la navigazione costiera) e piani nautici (con la proiezione gnomonica).
Su tutte le tipologie di carte vengono riportati longitudine, latitudine, scala, rappresentazione, proiezione, linee batimetriche e declinazione magnetica con relativo anno di riferimento.
-
Mondo amministrativo, carta geografica a due colori
Carta geografica amministrativa del mondo in bianco e nero, di grandi dimen...
-
Mondo effetto antichizzato, carta geografica in color seppia
Carta politica del mondo artigianale di grandi dimensioni, da parete. La ...
-
Mondo politico antichizzata con mare verde acqua, carta geografica color seppia
Carta politica del mondo artigianale di grandi dimensioni, da parete, col...
-
Carta geografica antica del Mondo 1778
Riproduzione a colori di una carta geografica del mondo del 1778 Formato...