Cos'è la carta corografica? Con il termine "corografia" si indica la disciplina che studia i fenomeni geografici relativi ad una limitata regione del globo.
Nella corografia, ad essere studiati sono i vari aspetti della geografia del territorio, dalle caratteristiche fisiche a quelle antropiche, con particolare attenzione alla loro interdipendenza.
Realizzate in una scala da 1:1 000 000 a 1:200 000, le carte corografiche trovano ampio utilizzo nel settore dell'ingegneria stradale: nei progetti di costruzione delle strade, infatti, esse costituiscono una parte fondamentale della fase preliminare.

La corografia fa la sua prima comparsa alla fine del XVI secolo: tra le più antiche trattazioni sull'argomento c'è il "De chorographia Sardiniae" dello storico e umanista sardo Giovanni Francesco Fara (1580).
La carta corografica avrà però il suo pieno sviluppo nel Settecento con l'opera di scienziati quali Carlo Giuseppe Maria Reina, Giovanni Targioni Tozzetti e Lodovico Ricci.
Da quel momento in poi, la carta corografica integrerà il dato geografico con riferimenti di carattere economico, antropologico, topografico e storico.
Per struttura e finalità, la carta corografica viene spesso associata alla carta topografica. In realtà, fra le due tipologie di carta geografica esistono delle differenze importanti.
Prima di tutto, la scala: nelle carte topografiche, essa è compresa fra 1:500.000 e 1:1.000.
La carta topografica, inoltre, descrive le caratteristiche fisiche con grande minuziosità e ricchezza di particolari: è quindi indicata per la rappresentazione di piccole estensioni territoriali, come i comuni.
La carta corografica, invece, si presta meglio alla descrizione di aree più ampie (uno Stato, ad esempio) perché ha una grafica meno dettagliata.
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