Pasqua in Italia: tra folclore e buon cibo

Pasqua in Italia: tra folclore e buon cibo

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Mancano pochi giorni alla Pasqua e l’Italia sta allestendo i preparativi per festeggiarla. 

Numerose sono le tradizioni che si rincorrono da regione a regione, da Nord a Sud, tra riti, processioni e ricette tipiche.

A Nord-Est, presso Cividale, in provincia di Udine, a Pasqua, Pasquetta e nell’Ottava, si usa giocare al Truc, un antico gioco in cui grandi e piccini fanno scivolare delle uova colorate all’interno di un catino di sabbia rialzata, con l’obiettivo di colpire e vincere l’uovo dell’avversario. 

Sulle Alpi lombarde, sfilano i Pasquali di Bormio, una serie di carri allegorici rappresentanti i rioni cittadini. Anticamente, al posto dei carri c’erano cinque agnelli addobbati a festa, che venivano portati in processione per essere benedetti.

A proposito di carri, al Centro Italia, per la precisione a Firenze, avviene il famoso scoppio del Brindellone, un carro decorato cui viene dato fuoco da un razzo a forma di colomba, la Colombina, acceso dall’arcivescovo della città. Un vero e proprio spettacolo pirotecnico che lascia tutti a bocca aperta. 

Una processione riguarda anche il borgo di Procida, la suggestiva isola campana: il Giovedì precedente la Pasqua, dodici uomini, rappresentanti i dodici apostoli, fanno tappa presso tredici chiese, giungendo infine al luogo in cui si banchettano come fosse l'Ultima Cena. All’alba del Venerdì, ha inizio la Processione dei Misteri, in cui vari carri rappresentanti scene del Nuovo Testamento sfilano per il Paese.

Scendendo più a Sud, presso Palermo, ha luogo il Ballo dei Diavoli di Prizzi, una rappresentazione che avviene la mattina di Pasqua e che consiste in uno scontro tra i diavoli e la morte che infastidiscono i passanti, cercando di impedirgli l’incontro con le statue del Cristo Risorto e la Madonna, e una schiera di angeli scesi dal Paradiso per cacciarli. Durante la festa vengono distribuite le cannatedde, il tipico dolce fatto di pasta frolla e uovo sodo.

Squisite pietanze da leccarsi i baffi arricchiscono la tavola sotto Pasqua. Ogni Regione ha i suoi piatti tipici, legati a rituali antichi e tramandati dagli avi ai nipoti, ma anche, e soprattutto, aventi forte valenza simbolica.


Pensiamo all’agnello, preparato in diverse modalità a seconda della tradizione: dalla versione al forno con le patate passando per quella arrosto, fino a quella cacio e ova abruzzese o al vino, acciughe, aglio e rosmarino romana. Il consumo di questa carne proviene dalla Pesach, la Pasqua ebraica, festività in cui si ordinava di sacrificare un agnello a Dio. Un sacrificio assorbito in seguito dalla tradizione cristiano-cattolica, coincidendo con la morte di Gesù, che morì per espiare i peccati del mondo. 

Associato alla religione anche l’uovo, simbolo di vita e rinascita. Secondo il Cristianesimo, la Vergine Maria faceva giocare Gesù Bambino con delle uova colorate e, poi, portasse un cesto dorato pieno di uova in omaggio a Ponzio Pilato, affinché questi liberasse il Figlio.

L’usanza di regalare uova si diffonderà in maniera capillare dal Medioevo e, a partire dal ‘700, le uova fresche diventeranno di cioccolato: sarà re Sole, Luigi XIV, a commissionare un uovo con crema di cacao al suo chocolatier di corte. Saranno poi i cioccolatieri piemontesi a inserire una sorpresa all’interno delle uova pasquali. 

Non solo l'uovo di cioccolato...La ciambella, la ciaramicola, la pizza pasquale, la scarcella, la mitica pastiera sono solo alcuni dei dolci che addolciscono il pranzo pasquale!

Svetta però sulla tavola la colomba, la cui storia ufficiale risale agli anni ‘30, anni in cui cominciò a essere prodotta dall’azienda Motta, ma che, leggenda vuole, sia nata alla metà del VI secolo, quando un pane lievitato a forma di colomba venne donato al re dei Longobardi, Alboino, per convincerlo a porre fine all’assedio della città di Pavia. 

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