“Ora, dovete sapere che, quand'ero un ragazzino, avevo una grande passione per le carte geografiche. Potevo stare delle ore a contemplare l’America del Sud, l’Africa, o l’Australia, e perdermi nelle glorie dell’esplorazione. A quel tempo c’erano parecchi spazi vuoti sulla terra e, quando ne vedevo uno che sembrasse particolarmente invitante sulla carta (a dir vero lo erano tutti per me), ci puntavo sopra il dito e dicevo: "Quando sarò grande voglio andare qui”.
- Joseph Conrad, Heart of Darkness
Nell’ultimo mese, abbiamo collaborato con la produzione televisiva 'Miss Fallaci' e la scoperta della passione per le carte geografiche della giornalista e scrittrice Oriana Fallaci ci ha fatto riflettere sul profondo legame esistente tra la letteratura e la cartografia.
Secondo Peter Turchi, scrittori e cartografi utilizzano le medesime tecniche per progettare il proprio lavoro: esplorano dapprima lo spazio, osservando e prendendo appunti; quindi, de-scrivono quanto visto, creando una cartografia per orientarsi nel nuovo mondo.
Molti scrittori hanno pensato e tracciato mappe nei loro romanzi. Un esempio su tutti, Robert Louis Stevenson con L’isola del tesoro. Qui, la mappa è la protagonista, colei che dà il via alla narrazione, come affermato dallo stesso scrittore in Il mio libro.
“...Avevo scritto L’isola del tesoro secondo la mappa. La mappa costituiva la parte più importante dell’intreccio. [...] Quando giunse il momento di pubblicare il romanzo in volume, spedii ai signori Cassell manoscritto e mappa”.
Le mappe sono importanti anche nella trilogia del Signore degli anelli di J.R.R. Tolkien, dove costituiscono un universo narrativo articolato e immaginifico. Esse aiutano i personaggi e i lettori a spostarsi lungo il percorso verso l’agognata Terra di Mezzo.
Mappe che “facilitano una comprensione spaziale di cose, concetti, condizioni, processi o eventi nel mondo umano” (Brian Harley), come accade in Le mappe dei miei sogni di Reif Larsen. Il protagonista è un bambino di dodici anni che cerca di dare un ordine alle cose disegnando mappe di tutto: dalle cose agli animali, dalle piante ai luoghi visitati; perfino, il comportamento della famiglia. Le illustrazioni di Ben Gibson e Reif Larsen accompagnano e arricchiscono tutta la storia.

Non tutte le mappe però vengono alla luce, pur contribuendo alla scrittura del romanzo.
Lo scrittore irlandese James Joyce se ne sarebbe servito per scrivere il suo capolavoro L’Ulisse. Allo stesso modo, Herman Melville era un appassionato di carte, in particolare quelle oceaniche, da cui probabilmente trasse la descrizione del percorso intrapreso dalla nave Pequod all'inseguimento della della temibile balena Moby Dick; un viaggio fantastico che ci porta lontano, in un luogo più letterario che reale.
Alla prossima rotta…!