Fra le carte geografiche ed i viaggi di Marco Polo è esistito uno stretto rapporto di interdipendenza.
Il grande viaggiatore veneziano, infatti, non avrebbe potuto affrontare le sue imprese senza un adeguato supporto cartografico; allo stesso tempo, però, le sue scoperte hanno esercitato un'influenza determinante su tutta la cartografia delle epoche successive.
Lo si comprende bene confrontando fra loro due mappe in particolare: la "Cronologia Magna" di Paolino Veneto e il "Mappamondo di Fra Mauro". Queste carte geografiche rappresentano rispettivamente il "prima" e il "dopo" Marco Polo.
Come sappiamo dal "Milione", celebre diario di viaggio dettato a Rustichello da Pisa, Marco Polo fu in Asia fra il 1271 e il 1295.
Nell'opera spiccano soprattutto le esperienze di Marco alla corte di Kublai Khan, il sovrano orientale più potente dell'epoca e fondatore del primo Impero cinese della Dinastia Yuan.

La risonanza del "Milione" nella società occidentale del tempo fu enorme, tanto da produrre una svolta decisiva sulla visione del mondo allora conosciuto.
Per rendersene conto basta osservare la prima delle due carte geografiche sopra citate, ovvero la Cronologia Magna di Paolino Veneto.
Opera di un frate minorita vissuto fra il 1270 e il 1344, la carta (datata al 1320) raffigura il globo terrestre secondo la concezione diffusa prima dei viaggi di Marco Polo.
Gerusalemme vi figura al centro e il Mediterraneo è l' unica zona degna di interesse, mentre le altre parti del mondo sono rappresentate in modo approssimativo o errato, quando non del tutto assenti.
Al secolo successivo appartiene invece il Mappamondo di Fra Mauro, esempio perfetto dei mutamenti prodotti dai racconti di Marco Polo.
Disegnata verso il 1450, questa mappa combina le fonti geografiche più antiche (da Tolomeo a Plinio) ad autori medievali del calibro di Sant'Alberto Magno e San Tommaso d'Aquino, integrando tutti questi apporti con i resoconti di Marco Polo sul mondo orientale.
Nella carta appaiono così, per la prima volta, terre fino a quel momento ignorate, come la Mongolia, l'India e il Catai (Cina settentrionale) con l'indicazione di Pechino e dei fiumi maggiori.