Pubblicata per la prima volta agli inizi degli anni Settanta del Novecento dal cartografo tedesco Arno Peters, la carta geografica di Peters si basa su un tipo di proiezione molto simile a quella elaborata dal sacerdote scozzese James Gall alla fine del XIX secolo.
Per questa ragione è conosciuta anche con il nome di "Proiezione di Gall-Peters".
Proiettando la sfera su un cilindro, tale sistema mira a superare le distorsioni della celebre "Proiezione di Mercatore", proposta nel 1569 dal geografo fiammingo Gerardo Mercatore (Gerard De Kremer).
A differenza della carta di Mercatore, quella di Peters conserva le effettive proporzioni delle aree dei vari continenti.
Per ottenere tale risultato, Peters scompone il mondo in 100 parti orizzontali e 100 verticali, utilizzando una rappresentazione che mantiene sempre ortogonali, su un piano bidimensionale, i meridiani e i paralleli.
Nella Carta di Peters, quindi, l'area di ogni elemento cartografato è proporzionale alla sua estensione reale.
Nella proiezione di Mercatore, al contrario, si ha un rimpicciolimento progressivo man mano che ci si avvicina all'equatore.

Nonostante risulti più evoluta rispetto a quella cinquecentesca, anche questa proiezione non è esente da imprecisioni, soprattutto in merito alle distanze verticali.
Un'altra peculiarità di Peters consiste nella collocazione del meridiano centrale alla longitudine di Firenze.
Tale scelta è dettata per lo più da ragioni ideologiche e politiche. Tali motivazioni, inusuali nel lavoro di un cartografo, non devono stupire: Peters, infatti, è uno storico, e in quanto tale riflette nella sua carta la sua personale visione "sincronica"della storia mondiale.
Questa concezione, basata sulla contemporaneità degli eventi storici nelle diverse parti del mondo, porta Peters a ridimensionare l'importanza di alcune tradizioni consolidate, come la centralità di Roma nell'antichità o quella dell'Europa nel medioevo, per rivolgere maggiore attenzione al ruolo di civiltà poco studiate come quella cinese e quella indiana.
Ecco perché, alla fine del secolo scorso, la carta geografica di Peters è stata al centro di numerosi dibattiti storici e politici, più che scientifici in senso stretto.
Nonostante ciò, essa vanta ancor oggi una grande popolarità, ed è molto diffusa nelle scuole britanniche. Mappe fondate su questa proiezione sono inoltre sostenute da sponsor autorevoli come l'ONU, l'Unesco, la Caritas e l'Unicef.