Il primo mappamondo della storia il Mappae Mundi medievale

Il primo mappamondo della storia il Mappae Mundi medievale

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Strettamente legate alla cultura medievale, le Mappae Mundi appaiono oggi come rappresentazioni geografiche approssimative e "primitive".

In realtà, queste "progenitrici" dei nostri planisferi vanno considerate nel contesto del loro tempo, poiché solo alla luce di tale riferimento siamo in grado di comprendere e di apprezzare il loro valore.

Attualmente, la storia ce ne ha restituiti poco più di un migliaio di esemplari, dal diametro variabile: per citare qualche esempio, si va dai pochi centimetri del "Mappamondo di Vercelli" (82 cm) ai tre metri e mezzo del "Mappamondo di Ebstorf".

Di esse, la maggior parte non ci è pervenuta in fogli sciolti, bensì come illustrazione di manoscritti: ciò ne chiarisce immediatamente la destinazione d'uso.

Queste primissime carte del mondo non servivano a scopi pratici (campagne militari, arte nautica, ecc.) ma nascevano come strumenti didattici e teorici.

Non era quindi prioritario che riportassero fedelmente riferimenti e proporzioni, perchè avevano principalmente un carattere enciclopedico.

Il primo mappamondo della storia il Mappae Mundi medievale

Tali mappe, infatti, affiancavano il dato geografico (forma del pianeta, distinzione delle zone climatiche, le terre conosciute) ad un ampio e variegato bagaglio di conoscenze che includeva le storie della Bibbia, i racconti mitologici, gli eventi storici, la flora e la fauna.

Il tardo Medioevo coincise con l'intensificarsi delle esplorazioni e dei viaggi per mare e, di conseguenza, con la richiesta di supporti cartografici più specifici e affidabili.

Comparvero i primi portolani, che con la loro dettagliata descrizione delle coste rispondevano pienamente alle nuove esigenze della navigazione nel Mediterraneo.

La diffusione dei portolani, unita alla riscoperta delle opere del geografo greco Tolomeo (II sec.), finì col soppiantare definitivamente l'utilizzo delle Mappae Mundi.

Testimonianza di questo passaggio è la "Mappa di Fra Mauro" (1450), nella quale il vecchio schema della Mappa Mundi si arricchisce degli apporti della nuova cartografia.

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