I simboli nella cartografia, simboli planimetrici e simboli altimetrici

I simboli nella cartografia, simboli planimetrici e simboli altimetrici

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A partire dal XIX secolo, le carte topografiche si sono arricchite di vari dettagli nel tentativo di fornire il maggior numero possibile di informazioni sulle aree rappresentate.

Rispetto alle epoche precedenti, quindi, la cartografia ottocentesca non si è accontentata di fornire riferimenti geografici di carattere generale come i fiumi, le catene montuose, le coste e i centri abitati, ma ha rivolto la sua attenzione anche a tutte quelle componenti che mostrano l'intervento umano sul territorio: l'edilizia urbana, gli acquedotti, le strade, le ferrovie, i cimiteri, i ponti, le industrie, gli spazi verdi.

Sulle carte, però, tali dati non possono essere rappresentati in scala: l'unico modo per riportarli consiste nel servirsi di una segnaletica convenzionale, ovvero dei cosiddetti "simboli cartografici".

carta stradle di Capri

Dovendo raffigurare diversi tipi di elementi, questi simboli sono molto numerosi. I cartografi li distinguono in due categorie:

- simboli planimetrici

Come tutto ciò che è connesso alla planimetria, questi simboli servono a rilevare sul piano orizzontale i punti del terreno.

Raffigurano quindi i sistemi idrografici (acquedotti, impianti idroelettrici), le vie di comunicazione, gli edifici (chiese, teatri, fontane, ospedali, ecc.), la vegetazione (parchi, giardini, zone boschive, coltivazioni), i limiti tra le proprietà e i confini amministrativi;

-simboli altimetrici

In passato, le montagne venivano indicate con una schematizzazione molto rudimentale che non permetteva di individuarne i caratteri salienti (distribuzione, andamento, ecc.).

Successivamente, i cartografi hanno perfezionato questo genere di raffigurazione con un sistema di tratteggi, linee e ombreggiature sempre più sofisticato, così da poter rendere in modo efficace anche la pendenza del terreno (tratteggio orografico).

Altri segni altimetrici molto usati sono le curve di livello o isoipse, che convergono in punti del terreno con la medesima distanza verticale dal livello del mare, e le tinte altimetriche, ovvero zone altimetriche raffigurate con diversi colori per evidenziarne le differenze di livello.

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