Due modi di vedere il mondo: Mercatore e Peters

Due modi di vedere il mondo: Mercatore e Peters

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Quando guardiamo un planisfero, raramente ci chiediamo se quella mappa rappresenti il mondo in modo "giusto". Eppure, dietro ogni carta geografica c'è una scelta precisa: il modo in cui la superficie curva della Terra viene "appiattita" su un foglio.

Questa operazione si chiama proiezione, e due delle più discusse sono quella di Mercatore e quella di Peters.

La proiezione di Mercatore, ideata nel 1569 dal cartografo fiammingo Gerardo Mercatore, nasce per facilitare la navigazione. Immaginiamo di avvolgere la Terra in un cilindro e di proiettare i punti sulla sua superficie: i meridiani e i paralleli diventano linee dritte e perpendicolari, permettendo ai naviganti di tracciare rotte in linea retta.

Il prezzo da pagare, però, è una distorsione enorme delle dimensioni: più ci si allontana dall'equatore, più le terre emerse appaiono grandi. È il caso della Groenlandia, che su una carta di Mercatore sembra avere le stesse dimensioni dell'Africa, quando in realtà è circa 14 volte più piccola.

Due modi di vedere il mondo: Mercatore e Peters

Nel 1973, lo storico tedesco Arno Peters propose una proiezione alternativa, nota come Gall-Peters, con un obiettivo dichiaratamente diverso: rispettare le proporzioni reali delle superfici.

In questa carta, ogni area del pianeta è rappresentata in scala corretta: l'Africa e il Sud America appaiono finalmente per quello che sono, cioè immense.

Il rovescio della medaglia è che le forme dei continenti risultano allungate e "stirate" verticalmente, un effetto che a molti appare innaturale.

La differenza, quindi, non è solo tecnica ma anche culturale. La carta di Mercatore, nata per la navigazione, ha finito per diventare per secoli l'immagine "standard" del mondo, favorendo una visione eurocentrica.

La carta di Peters, dal canto suo, è nata proprio per correggere questo squilibrio, mettendo in discussione l'idea che esistano mappe "neutre".

In realtà, come spesso accade, non esiste una proiezione perfetta: ognuna sceglie cosa privilegiare, le forme o le superfici, le rotte o le proporzioni.

La prossima volta che guardate un planisfero, chiedetevi: cosa sto davvero vedendo?

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