Tracciare una breve storia della cartografia è indispensabile per poter comprendere fino in fondo la vicenda umana. Fin dai suoi albori, infatti, la vita dell'uomo è stata profondamente legata all'interazione con il territorio.
Ecco perché le prime rappresentazioni geografiche risalgono a tempi molto remoti, addirittura al Paleolitico, come le pitture parietali della "Grotta di Lascaux".
Babilonesi, Egizi e Aztechi ci hanno lasciato diversi tipi di mappe da cui possiamo dedurre un livello di conoscenze, sia geografiche che astronomiche, estremamente avanzato.
Nella storia della cartografia occidentale, la carta più antica a noi nota risale al V secolo a. C.: si tratta della "Mappa di Soleto", rappresentazione di una porzione del territorio salentino con le principali città stato dell'epoca.
Dal mondo greco proviene la prima carta del mondo, attribuita al filosofo Anassimandro: è del VI secolo a. C e descrive la Terra in forma cilindrica.
Di età ellenistico-romana è la "Geografia" di Claudio Tolomeo (II secolo d.C.), destinata ad influenzare tutta la storia della cartografia posteriore fino al Rinascimento.

Il Medioevo si distinse per alcune novità significative, come i portolani (manuali per la navigazione costiera) e le "mappae mundi" (carte del mondo). Molto attivo in tal senso fu il mondo islamico, nel quale sorsero scuole specializzate.
La scoperta del Nuovo Mondo incrementò la richiesta di nuovi prodotti cartografici, rivoluzionando allo stesso tempo quelli già esistenti con l'inserimento di terre fino ad allora sconosciute.
A questo periodo risale la "Proiezione di Mercatore" (1569), ancora oggi in uso: la sua pubblicazione incentivò la diffusione del planisfero, sia su carta che su globo. Ovunque in Europa nacquero accademie e società dedite al progresso degli studi geografici.
La storia della cartografia culminò quindi nella "cartografia scientifica" settecentesca, in cui sia le mappe geografiche che gli strumenti cartografici raggiunsero altissimi livelli di precisione grazie agli apporti delle scienze matematiche e delle tecniche più innovative.
Nel XIX secolo, l'intensificarsi delle operazioni militari determinò la produzione di carte topografiche sempre più evolute.
Il Novecento, con l'utilizzo su larga scala delle automobili, è stato soprattutto il secolo della cartografia stradale. Alle mappe cartacee si sono aggiunti successivamente i supporti tecnologici (mappe sul web, navigatori satellitari, ecc.) che sono ormai entrati nella nostra quotidianità.
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