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Storia delle carte geografiche II parte

Storia delle carte geografiche II parte

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Nel VI secolo d.C., il bizantino Cosma Indicopleuste, considerato il primo geografo cristiano della storia, oppose alla teoria della sfericità sostenuta dagli autori pagani la visione di una Terra di forma rettangolare sovrastata da una volta celeste "a baule"; ispirandosi ai testi biblici, questo concetto creava una similitudine tra la conformazione della Terra e l'aspetto del "Tabernacolo".

Nel IX secolo, il mondo musulmano vantava studi cartografici già molto avanzati, con scuole di alto livello e matematici famosi.

Tra i principali centri di studio si distinse, in tal senso, la "Scuola di Balkh": vi operavano geografi eminenti, in grado di produrre mappamondi e carte di altissima precisione grazie alla loro raffinata cultura e ai loro lunghi viaggi in territorio arabo.

Nel XI secolo, la cartografia islamica affinò ulteriormente i sistemi di calcolo e le proiezioni grazie soprattutto ai contributi dell'astronomo e cartografo al-Biruni.

Molta risonanza ebbe, inoltre, l'opera di Al-Idrisi, attivo alla corte normanna di Sicilia e autore del "Libro di Ruggero" (metà del XII secolo), una descrizione del mondo allora conosciuto alla quale era allegato un mappamondo (la cosiddetta "Tabula Rogeriana") che integrava gli apporti della "Geografia" di Tolomeo alle notizie riportate dai navigatori islamici.

L'Occidente medievale basò la sua produzione cartografica su tre tipologie di mappe: le "Mappae Mundi", i "Portolani" e i "Planisferi Tolemaici".

Il primo gruppo, diffuso soprattutto negli ambienti religiosi, era costituito da mappamondi di vario tipo nei quali Gerusalemme era posta al centro del mondo; solitamente utilizzate per illustrare i manoscritti, queste carte ebbero esempi celebri, come il quattrocentesco "Mappamondo di Fra Mauro".

I "Portolani" erano mappe commissionate per la navigazione, e rappresentavano le zone costiere: nella loro realizzazione si specializzarono diverse scuole italiane, spagnole e portoghesi.

I "Planisferi Tolemaici", invece, si svilupparono come aggiornamenti della "Geografia" di Claudio Tolomeo, e cominciarono a diffondersi a partire dal XV secolo, dopo il ritrovamento di una copia dell'opera.

carta antica

I grandi viaggi di esplorazione e la scoperta dell'America diedero nuovo impulso alla cartografia occidentale: planisferi con le terre del Nuovo Mondo comparvero già nei primi anni del Cinquecento, come il "Planisfero di Waldseemüller e Ringmann"(1507) rimasto famoso per aver utilizzato per primo l'indicazione "America". Nella seconda metà del secolo fu la volta del planisfero di Gerhard Kremer (in italiano "Gerardo Mercatore"), appositamente studiato per le esigenze della navigazione e realizzato secondo quella che passerà alla storia come "Proiezione di Mercatore".

A partire da questo periodo si intensificò la produzione di "Atlanti" e carte del mondo; anche i mappamondi sferici in legno e metallo conobbero un successo crescente, destinato al suo apice nel secolo XVII.

Tra il Settecento e l'Ottocento la cartografia entrò nella sua vera e propria "fase scientifica"; furono messi a punto nuovi strumenti per il miglioramento della qualità e della precisione dei riferimenti geografici, come il "cronometro" e la "triangolazione geodetica".

L'Ottocento, in particolare, è ricordato come il secolo delle "rilevazioni topografiche sistematiche" per le accresciute esigenze militari.

Ciò promosse la nascita in tutta Europa, di "Istituti Geografici" e di case editrici dedicate alle pubblicazioni cartografiche.

L'evoluzione delle metodologie di stampa consentì la realizzazione di carte e atlanti a colori già alla fine del secolo; negli anni Venti del Novecento, l'introduzione della "stampa offset" migliorò ulteriormente la definizione delle carte.

Dal secondo dopoguerra, l’impiego su larga scala delle automobili ha portato alla diffusione delle mappe stradali, prodotto di maggior consumo accanto alle cartine e gli atlanti didattici per scuole e università.

A partire dagli anni Ottanta, le "immagini satellitari", l'informatizzazione di massa e, successivamente, l'utilizzo del GPS hanno affiancato alla tradizionale cartografia "cartacea" le carte geografiche sul web e su supporti informatici.

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