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Storia della cartografia (Parte 2)

Storia della cartografia (Parte 2)

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A partire dal IX secolo, nel mondo islamico si assistette ad una vera fioritura di scuole cartografiche specializzate nella elaborazione di atlanti e carte del mondo.

Oltre che di raffinate conoscenze tecniche, i musulmani si avvalevano dell'esperienza diretta di esperti viaggiatori, come nel caso della prestigiosa "Scuola di Balkh".

Fra i geografi musulmani più autorevoli dell’epoca si ricorda Al-Idrisi, vissuto nel XII secolo alla corte siciliana dei re normanni.

Nel suo "Libro di Ruggero" e nell'allegato mappamondo (la "Tavola Rogeriana"), Idrisi affiancò alle teorie tolemaiche le recenti scoperte dei viaggiatori islamici.

Nel Medioevo occidentale furono utilizzati soprattutto tre tipi di carte: i "portolani", le "mappae mundi" e i "planisferi tolemaici".

Carta geografica dei mari del mondo Portolano

Il "portolano" veniva generalmente commissionato dagli operatori del settore marittimo (il navigatore, o il mercante) e raffigurava in modo particolareggiato le zone costiere e le località di destinazione.

Di carattere prevalentemente didattico e culturale, la "mappa mundi" era spesso utilizzata per illustrare i manoscritti.

I "planisferi tolemaici", invece, erano per lo più riproduzioni della "Geografia" di Tolomeo; nonostante fossero ormai superati, la loro circolazione si protrasse fino al Cinquecento.

I grandi viaggi di esplorazione e la scoperta del Nuovo Mondo diedero un forte impulso allo sviluppo della cartografia.

Le prime carte del mondo che includevano le Americhe furono stampate già nei primi anni del XVI secolo.

La forte domanda di mappe e carte nautiche stimolò la nascita di nuove scuole cartografiche, fra cui brillò la francese "Scuola di Dieppe".

Alla metà del Cinquecento, Gerardo Mercatore divulgò, insieme ad un grande planisfero, la sua celebre "proiezione", destinata ad influenzare tutta la scienza cartografica successiva.

Nello stesso periodo, oltre alle carte del mondo su piano, cominciarono a diffondersi i mappamondi su globo, realizzati in legno e metallo. Nel XVII secolo, tali opere riscossero un enorme successo presso le corti europee; il Re Sole fu tra i maggiori estimatori.

Nel Settecento, una maggiore attenzione alla qualità e all'esattezza portò allo sviluppo della "cartografia scientifica", con calcoli e tecniche sempre più sofisticati e precisi; dai più avanzati studi nel campo dell'astronomia, della topografia e della matematica scaturirono nuove proiezioni (come la "proiezione conica conforme di Lambert" e la "proiezione di Gauss") e più efficaci metodi per la misurazione del territorio.

Nell'Ottocento, le numerose campagne militari richiesero il supporto di carte adeguate, stimolando ricerche e rilievi topografici a carattere sistematico: non a caso, in questo periodo, molti istituti di geografia e cartografia vennero creati proprio dalle autorità militari.

Nel XIX secolo si verificarono anche importanti progressi nelle tecniche di stampa delle carte e nella determinazione dei criteri di riferimento ( come il "Meridiano di Greenwich").

Nel secolo successivo, ai tradizionali supporti cartografici si aggiunsero nuovi prodotti di largo consumo, come le "carte automobilistiche".

Tra la fine del XX secolo e gli anni Duemila, l'era dell'"informatizzazione di massa" ha integrato i tradizionali strumenti cartografici con nuove forme di rappresentazione ( come le "carte geografiche su supporto informatico" e le mappe sul web) e con nuovi metodi di "geolocalizzazione" (come il "GPS").

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