Mercatore addio: perché la mappa del mondo potrebbe cambiare

Mercatore addio: perché la mappa del mondo potrebbe cambiare

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Lo scorso 4 settembre l’Assemblea Generale dell’ONU ha approvato una risoluzione promossa dall’Unione Africana, che invitava a correggere le distorsioni delle mappe comunemente utilizzate e ad adottare una rappresentazione cartografica del mondo il più possibile fedele alla realtà.

Ma come e perché si è arrivati a parlare di un possibile cambiamento della mappa del mondo?

Il motivo risiede nella trasformazione della superficie curva su un piano, operata dai cartografi. Ad esempio, la proiezione di Mercatore, elaborata nel 1569 dal cartografo fiammingo Gerardus Mercator, distorce progressivamente le dimensioni delle superfici man mano che ci si allontana dall'Equatore, per cui le aree vicine ai poli sembrano molto più grandi di quanto siano realmente. La Groenlandia può quindi apparire enorme rispetto all’Africa, che è in realtà circa 14 volte più grande della prima.

Tra le alternative, c'è la Equal Earth, una proiezione cartografica sviluppata nel 2018. A differenza di Mercatore, questa mappa mantiene corrette le proporzioni delle aree delle diverse regioni del mondo. L'Africa recupera visivamente la sua estensione originaria, mentre Groenlandia, Russia, Canada e altre aree settentrionali assumono dimensioni più vicine a quelle reali.

Ad ogni modo, la risoluzione dell’ONU non è vincolante e non vieta l'utilizzo della proiezione di Mercatore. Essa non è una mappa sbagliata, dal momento che esistono differenti modi di rappresentare correttamente il nostro pianeta. Infatti, le diverse proiezioni rispondono a esigenze differenti, per cui alcune privilegiano le superfici, altre le distanze, altre le forme, altre le direzioni.

Il significato della risoluzione è soprattutto quello di promuovere una rappresentazione più accurata delle proporzioni del mondo. Spetta alla cartografia, poi, scegliere come rappresentare la realtà, offrendo un modo diverso di guardarla.

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