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Mappae Mundi medievale, i primi mappamondi della storia

Mappae Mundi medievale, i primi mappamondi della storia

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Fin dagli albori della civiltà, l'uomo ha manifestato l'esigenza di rappresentare graficamente lo spazio: le carte geografiche, quindi, esistono praticamente da sempre e si può dire in un certo senso che sono nate con noi.

Si trattava, inizialmente, di raffigurazioni concernenti una porzione molto limitata di superficie terrestre: un villaggio, una città, una regione, un tratto di costa, un percorso.

Diverso è il discorso che riguarda la rappresentazione dell'intero mondo conosciuto: i mappamondi, nel senso in cui oggi noi li intendiamo, hanno fatto la loro prima comparsa solo in epoca medievale.

Di queste "Mappae Mundi" oggi ci resta poco più di un migliaio di esemplari, la maggior parte come illustrazioni di manoscritti; poche le cartine "sciolte", più soggette a perdita e deterioramento.

I mappamondi medievali costituiscono una categoria molto eterogenea, sia per estensione (da pochi centimetri a oltre un metro) che per complessità. Tra le "Mappae Mundi" più grandi, antiche ed elaborate spicca il "Mappamondo di Ebstorf": misura circa 3.5 metri di diametro ed è realizzato su pelle di capra.

Mappae Mundi medievale, i primi mappamondi della storia

Attribuito al giurista inglese "Gervasio di Tilbury", risale al XIII secolo ed è stato rinvenuto in Germania alla metà dell'Ottocento; della carta originale, distrutta da un bombardamento nella Seconda Guerra Mondiale, ci rimangono foto e riproduzioni.

Altra celebre mappa di grandi dimensioni è il "Mappamondo di Hereford", risalente agli inizi del XIV secolo: conservato nella cattedrale inglese di Hereford, vanta un diametro di 1,5 metri.

Entrambi i mappamondi riportano Gerusalemme al centro con l'oriente nella parte superiore, secondo uno schema molto diffuso all'epoca. Gli studiosi sono soliti classificare questo tipo di carte in quattro categorie:

- "Mappamondi Zonali o Macrobiani".

In questi mappamondi, i cartografi suddividevano la Terra in cinque aree climatiche, ovvero due zone fredde ai poli, una molto calda all'equatore e due mediane temperate, ritenendo che solo le ultime due fossero popolate.

Basandosi sulle Scritture, in particolare, il mondo cristiano credeva le regioni degli antipodi del tutto disabitate;

- "Mappamondi T-O Tripartiti".

Detto anche "Mappa Orbis Terrae", questo tipo di mappamondo mostrava solo la porzione abitata conosciuta dell'emisfero settentrionale.

Come indica la stessa denominazione, si trattava di rappresentazioni "circolari" con il mar Mediterraneo a forma di T che separava i tre continenti Asia, Africa ed Europa circondati dall'oceano (la "O"). Gerusalemme era raffigurata al centro e l'oriente (dove si credeva fosse situato il "Giardino dell'Eden") era posto in alto;

- "Mappamondi Quadripartiti",

ovvero mappamondi tripartiti con in aggiunta l'emisfero meridionale (i cosiddetti "antipodi");

- "Mappae Mundi Complesse".

Erano mappamondi più elaborati e ricchi di dettagli: di ogni territorio, infatti, illustravano i fiumi, i laghi, i rilievi, le coste, le città e le capitali.

Alcune di queste mappe riportavano anche nomi ed eventi tratti dalla storia, dalla Bibbia o dalla mitologia; in altre erano raffigurati i vegetali e gli animali esotici allora noti attraverso i testi latini e greci.

Ciò conferiva a tali mappamondi un'importante valenza conoscitiva che li rendeva del tutto simili ad una piccola enciclopedia. A questa categoria appartengono i mappamondi medievali più grandi e celebri, come quelli, appunto di "Hereford" e di "Ebstorf".

L'età rinascimentale, con i nuovi sviluppi in campo geografico e scientifico, segnò la fine di questa particolare tradizione cartografica, che venne soppiantata da rappresentazioni più evolute.

Il "Mappamondo di Fra Mauro" (metà del XV secolo) può essere considerato in tal senso un "ibrido", in quanto innesta sullo schema di una "Mappa Mundi Complessa" gli apporti dei nuovi portolani.

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