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Le mappe geografiche utilizzate da Colombo nel suo viaggio

Le mappe geografiche utilizzate da Colombo nel suo viaggio

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Si chiama "Mappa di Hammer" ed è una delle carte che meglio esprimono la visione del mondo alla fine del Quattrocento.

Redatta nel 1491, fece probabilmente parte del "corredo" cartografico di Cristoforo Colombo in occasione della sua prima traversata nell'Oceano Atlantico.

Il suo autore è il cartografo tedesco Heinrich Hammer, noto anche come Enrico Martello (dal nome latinizzato "Enricus Martellus Germanicus" con il quale firmava le sue opere).

Originario di Norimberga, Martellus è a tutt'oggi una figura avvolta nel mistero; di lui si sa soltanto che fu attivo a Firenze nell’ultimo ventennio del XV secolo e che lavorò a stretto contatto con alcune importanti botteghe cartografiche.

Scoperta negli anni Sessanta del Novecento e donata alla "Yale University", la "Mappa di Hammer" vanta dimensioni considerevoli per l'epoca in cui fu realizzata: misura infatti 2 metri di larghezza e 1,2 di altezza.

Doveva quindi essere un oggetto pregiato e molto costoso, quasi sicuramente commissionato da un gentiluomo facoltoso, da un nobile o comunque da un personaggio autorevole.

Recentemente, la mappa è stata oggetto di studi approfonditi da parte del team di ricerca guidato dallo storico Chet Van Duzer.

Il team si è concentrato, in particolare, sulla parte testuale della mappa, composta da iscrizioni latine ormai in avanzato stato di deterioramento: il lavoro degli studiosi, supportato da ausili tecnologicamente avanzati come l' "imaging multispettrale", ha finalmente reso possibile la lettura di tali iscrizioni e, di conseguenza, la scoperta di una grande quantità di note riguardanti terre e popolazioni, molte delle quali basate sulle descrizioni fantasiose fornite da testi antichi e medievali.

Le mappe geografiche utilizzate da Colombo nel suo viaggio

Le ricerche del team di Van Duzer hanno inoltre consentito di risalire alle fonti utilizzate da Hammer, fra le quali spiccano le opere di Claudio Tolomeo, l'"Hortus sanitatis"( testo enciclopedico di scienze naturali pubblicato nel 1491) e le "Carte del Concilio di Firenze", con il resoconto sulla terra d'Africa fornito dai delegati etiopi che visitarono Firenze nel 1441.

Molte le inesattezze presenti sulla carta: l'Africa e l'Asia sono deformate; in più, con la tipica idiosincrasia dei cartografi di un tempo per lo spazio vuoto, Enrico Martello popola il Sud del Pacifico di isolette inesistenti.

Ma la carta contiene anche alcune intuizioni riguardanti terre allora ignote (come l'Australia) o poco conosciute come il Giappone, del quale Hammer descrive l'orientamento esatto, ovvero da nord a sud.

Van Duzer fa notare che tale concezione non si ritrova in nessun altro testo, né precedente, né coevo alla mappa: Hammer, quindi, deve aver ipotizzato autonomamente tale posizione.

Da ciò si può presumere che Cristoforo Colombo conoscesse la "Mappa di Hammer": secondo quanto riferito da suo figlio, infatti, il navigatore genovese concepiva il Giappone orientato, appunto, da nord a sud.

Una volta sbarcato nel Nuovo Mondo, il 12 ottobre del 1492, Colombo si convinse di essere in territorio nipponico (Cipango) o comunque nelle vicinanze, poiché aveva percorso all'incirca la stessa distanza che secondo la "Mappa di Hammer" dovrebbe intercorrere tra il continente europeo e il Giappone.

Tali eventi avvalorano fortemente l'ipotesi che Colombo si sia avvalso di questa carta nell’organizzazione del suo primo viaggio.

Fin dalla sua prima uscita, la "Mappa di Hammer" ebbe una grande risonanza: ad essa si rifece, nel 1507, la "Mappa di Waldseemuller", tra le prime a fornire una raffigurazione del Nuovo Mondo e la prima in assoluto ad utilizzare il nome "America". Oggi la "Mappa di Hammer" è conservata alla "Beineck Rare Book & Manuscript Library" di Yale.

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