Tra le collezioni del Museo degli Uffizi di Firenze non poteva mancare uno spazio dedicato alla cartografia: si tratta della suggestiva "Sala 16", meglio nota come "Sala delle Carte Geografiche", ubicata al secondo piano della Galleria, tra la Tribuna del Buontalenti e la Sala di Botticelli.
Le sue grandi vetrate affacciano su un panorama di incomparabile bellezza architettonica, spaziando su Santa Croce, l'Abbazia di San Miniato al Monte e Piazzale Michelangelo.
La Sala fu realizzata nel corso del XVI secolo per iniziativa dell'allora Granduca di Toscana, il cardinale Ferdinando I de’ Medici (1549 – 1609).
Figlio di Cosimo I de' Medici e della nobildonna Eleonora di Toledo, Ferdinando fu governante illuminato e uomo di raffinata cultura; grande appassionato di scienze e di arti, promosse e finanziò diversi viaggi di esplorazione nelle terre del Nuovo Mondo (Brasile, Guiana, Amazzonia) con l'intenzione di creare un impero coloniale.
La morte, sopravvenuta nel 1609, interruppe i suoi progetti; a testimonianza della sua passione per la ricerca rimasero diverse raccolte (oggetti d’arte, strumenti scientifici, materiali utili al progresso delle scienze naturali) e, soprattutto, la Sala che aveva allestito al Palazzo degli Uffizi.

Ricavata dalla chiusura di una loggia e destinata a raccogliere le strumentazioni tecnico- scientifiche, la Sala venne affrescata da Ludovico Buti (1550-1560 circa – 1611), pittore molto attivo nella Firenze dell'epoca (a lui si devono, ad esempio, gli affreschi del Chiostro Grande di Santa Maria Novella).
Basandosi sui disegni del cartografo Stefano Buonsignori , il Buti decorò la Sala con le carte geografiche raffiguranti il "Dominio Vecchio Fiorentino" e lo "Stato di Siena".
Per il soffitto, il Granduca non volle soggetti geografici, preferendo adattarvi i dipinti con scene mitologiche opera di Jacopo Zucchi (1542 circa – 1596 circa) precedentemente collocati nella romana Villa Medici.
Oggi, la Sala delle Carte Geografiche non ospita più le strumentazioni del Granduca; al loro posto vi sono esposti alcuni reperti di età romana e alcune pitture fiamminghe di Rogier van der Weyden (1399 circa-1464) e Hans Memling (1436 circa-1494).
Chiusa al pubblico per più di un ventennio, la Sala delle Carte Geografiche degli Uffizi è stata resa finalmente accessibile ai visitatori dopo un accurato restauro.
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