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La Mappa di Zeno

La Mappa di Zeno

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La Mappa di Zeno, detta anche "Carta di Zeno", è una carta pubblicata nel 1558 a Venezia da Nicolò Zeno.

Zeno apparteneva alla stessa famiglia veneziana dei due fratelli navigatori Nicolò e Antonio Zeno che nel XIV secolo esplorarono l'Atlantico settentrionale.

Nicolò Zeno affermò di aver rinvenuto la mappa, insieme ad un gruppo di lettere, nella sua residenza di famiglia, e ne datò la stesura ai primi anni del XV secolo: secondo quanto da lui affermato, questi documenti descrivevano un viaggio compiuto dai due fratelli navigatori verso il 1390, quando entrambi erano al servizio di un principe norvegese di nome "Zichmni".

Questo principe è stato poi identificato con Henry Sinclair I, conte delle Orcadi e signore delle Shetland, nato alla metà del XIV secolo e morto combattendo contro gli inglesi nei primi anni del Quattrocento.

Durante tutto l'arco della sua vita, Sinclair mostrò uno spiccato interesse per i viaggi di esplorazione partecipando, anche in prima persona, ad alcune spedizioni; secondo alcuni storici giunse in Groenlandia e nel continente americano, anticipando così di un secolo la scoperta di Cristoforo Colombo.

Molto probabilmente, in occasione della spedizione del 1390 i due fratelli Zeno attraversarono tutto l'Atlantico settentrionale, raggiungendo anche l'America del Nord.

La Mappa di Zeno, detta anche "Carta di Zeno"

La mappa non riporta solo i nomi di terre conosciute, ma descrive anche isole sconosciute e presumibilmente fantastiche, come l'isola d'Icaria.

Altri territori sono stati identificati con isole realmente esistenti, anche se ne risulta inesatta l'estensione riportata dalla mappa: è il caso della Frislandia, corrispondente alle isole Fær Øer, situate tra Norvegia e Islanda.

Fra le terre note, sulla mappa sono presenti la Norvegia, la Scozia, la Danimarca, l'Islanda, le Isole Shetland, la Svezia e la Groenlandia; vengono citate anche Drogeo (probabilmente Terranova o la Nuova Scozia) ed Estotiland (forse la costa del Labrador).

Oggi non tutti gli studiosi sono concordi nell'attribuire veridicità alla mappa di Zeno: secondo alcuni, infatti, si tratterebbe di un documento apocrifo creato dallo stesso Zeno per rivendicare a Venezia la scoperta del Nuovo Mondo.

Due sono le argomentazioni a sostegno della teoria che considera la mappa un falso:

- la presenza di alcune terre inesistenti;

- evidenti richiami ad opere cartografiche di epoca più tarda.

Nella compilazione della carta, in particolare, Zeno si sarebbe basato su alcune mappe redatte da suoi contemporanei, come Olaus Magnus e Matteo Prunes.

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