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La concezione della terra piatta e la scoperta della sfericità

La concezione della terra piatta e la scoperta della sfericità

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La concezione della terra piatta si fonda sulla credenza che la superficie terrestre non sia sferoidale ma, appunto, piatta.

I primi riferimenti ad una nozione di questo tipo si ritrovano in alcuni antichissimi scritti mesopotamici, secondo i quali la terra è un disco piatto interamente circondato dall'Oceano; la stessa visione si ritrova nell'antico pensiero cinese e buddhista.

Secondo il filosofo greco Anassimandro (VII-VI sec. a.C), la Terra era un cilindro sospeso nello spazio: questa visione rappresentò un'evoluzione significativa rispetto alla vecchia concezione mesopotamica, in quanto introdusse il concetto di "antipodi" ovvero di un'ignota "altra parte del mondo" i cui abitanti vivessero a testa in giù.

La nozione di sfera riferita alla Terra, basata sull'analogia con la sfericità degli altri corpi celesti, fa la sua comparsa nel mondo greco solo a partire dal VI-V secolo a.C.: alcuni la attribuiscono a Pitagora, altri a Parmenide.

A questa teoria fecero riferimento sia Platone che Aristotele, tra i più autorevoli filosofi ad aver rifiutato per primi il concetto di terra piatta.

Con il passare del tempo, la sfericità della terra guadagnò sempre più consensi: a favore di questa nozione, infatti, furono Eratostene (III sec. a.C.), Tolomeo (II sec. a.C.) e Lucrezio (I sec. a.C.). Tolomeo, in particolare, ne sostenne la validità con alcune dimostrazioni e sviluppò il sistema di latitudine e longitudine, influenzando tutta la cosmografia successiva.

La concezione della terra piatta e la scoperta della sfericità

Nel periodo tardoantico, grande risonanza ebbe in proposito il "Somnium Scipionis" di Macrobio, opera nella quale la Terra venne descritta come un globo.

Nei primi secoli cristiani, i pochi autori che si ostinavano a sostenere l'idea di terra piatta si appellavano soprattutto all'interpretazione del primo capitolo della Genesi: fra questi ci furono Lattanzio, San Basilio e Severiano.

Nel Medioevo, a dispetto di quanto comunemente si pensi, i sostenitori della sfericità erano molto più numerosi di quelli che credevano nel concetto di terra piatta: fra i più celebri spiccano Boezio, Beda il Venerabile, S.Isidoro di Siviglia e Virgilio di Salisburgo.

Lo stesso Dante, nella Divina Commedia, descrisse la Terra come una sfera. Nel Rinascimento non esisteva ormai alcun dubbio sulla forma sferica della terra.

Questa concezione si diffondeva anche al di fuori del mondo cristiano: fin dal XI secolo, infatti, la maggior parte degli studiosi islamici si pronunciava a favore della terra sferica.

Eppure, nonostante il suo indubbio successo, la teoria della sfericità non ha mai del tutto soppiantato quella che concepisce la terra come una superficie piatta.

La nozione, infatti, è stata riproposta nel XIX secolo da Samuel Rowbotham e William Carpenter: i loro scritti, corredati anche da diversi esperimenti, hanno riscosso molto successo fra i seguaci del cosiddetto "letteralismo biblico".

Negli ultimi decenni del XX secolo e negli anni Duemila, la visione della terra piatta è stata portata avanti dalla "Flat Earth Society" (Società della Terra Piatta) ed è stata utilizzata come soggetto per libri, film e fiction.

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