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Isola d’Elba e l’esilio di Napoleone

Isola d’Elba e l’esilio di Napoleone

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La storia dell'Isola d'Elba è strettamente legata alla sua posizione strategica, ma anche alla figura di Napoleone Bonaparte il quale, dal maggio del 1814 al marzo del 1815, vi resse il Principato assegnatogli dal Trattato di Fontainebleau.

Tale accordo sanciva la piena sovranità di Napoleone sull'arcipelago toscano (escluse l'isola del Giglio e Capraia), che avrebbe così costituito un principato indipendente.

In cambio, il Bonaparte rinunciava per sé stesso e per la sua discendenza ad ogni rivendicazione dinastica sulla Francia, sull'Italia e su tutti gli altri paesi del Primo Impero francese.

Isola d’Elba e l’esilio di Napoleone

Nei suoi dieci mesi all'Isola d'Elba, Napoleone riorganizzò il suo ritorno in Francia; questa attività, però, non gli impedì di governare il suo piccolo stato in modo attento e scrupoloso, avvalendosi di amici e dignitari di sua fiducia.

Dimorò a Portoferraio, dove ebbe due residenze, la "Palazzina dei Mulini" e Villa di San Martino (detta anche Villa Bonaparte), che dotò di tutti i comfort e i lussi della vita parigina, riproducendo così in piccolo le sontuose residenze a cui era abituato.

A Villa San Martino, ad esempio, introdusse molti arredi di gusto neoclassico, e fece anche realizzare una biblioteca al primo piano; alcuni ambienti, inoltre, vennero decorati con scene che si riferivano alle sue imprese più importanti.

L'esistenza dell'Isola come principato autonomo cessò con la partenza di Napoleone: il Congresso di Vienna, infatti, ne sancirà l'annessione al Granducato di Toscana.

La memoria di Napoleone resterà sempre molto cara agli isolani, che ancora oggi custodiscono amorevolmente tutti i luoghi e gli oggetti a lui appartenuti.

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