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I Fusi orari: notizie e curiosità

I Fusi orari: notizie e curiosità

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In questo periodo di vacanze e di viaggi, un fenomeno da affrontare è quello del cambio dei fusi orari, soprattutto per i viaggi aerei lunghi, dove si devono affrontare disagi dati dalla grande differenza di orario.

Molte sono le sigle, UTC, GMT, PST, CET, PST, EDT e altre, ma cosa significano?

Viaggiare in aereo può comportare spesso dei cambi di fuso orario preceduti da un più o da un meno. Magari abbiamo letto che l’Italia si trova a UTC+1 o anche a GMT+1, ma quando le sigle si moltiplicano la situazione rischia di complicarsi. Cerchiamo di fare chiarezza per meglio capire, quante ore cambiano rispetto a dove ci troviamo.

L’UTC è il “tempo coordinato universale”, che corrisponde al fuso orario di Greenwich. In questo punto, dove è stato posto il meridiano 0, le ore 12 in punto arrivano quando il sole si trova esattamente a picco della linea del meridiano, ossia allo zenit longitudinale. La vecchia sigla GMT, che significa “tempo medio di Greenwich”, ha lasciato il posto alla UTC. Il nuovo sistema è basato su orologi atomici e non più su fenomeni celesti.

Il CET, indica Central European Time, fuso orario che comprende anche l’Italia, può essere indicato con la sigla UTC+1. Solo nei mesi invernali, però: nonostante l’Italia si trovi a un’ora di fuso da Greenwich, infatti, l’orario UTC corrisponde solo all’ora solare e non a quella legale. Di conseguenza quando in estate portiamo l’orologio avanti di un’ora passiamo da UTC+1 a UTC+2 e da CET diventiamo CEST (Central European Summer Time). Ecco perché, in estate, a UTC+1 non corrisponde il nostro CET, bensì il WEST (Western European Summer Time), fuso orario artificiale di Regno Unito, Irlanda, Portogallo e Marocco che i britannici preferiscono chiamare British Summer Time (BST).

Lo stesso criterio è adottato anche in America: l’EST (Eastern Standard Time) è, infatti, il fuso della costa orientale degli Stati Uniti e del Canada, corrispondente a UTC-5, e quindi in ritardo di 5 ore rispetto a Greenwich. Gli stessi territori in estate diventano però EDT (Eastern Daylight Time) e si spostano a UTC-4. Identica situazione per la costa ovest, che in inverno è UTC-8 e Pacific Standard Time (PST), mentre in estate diventa Pacific Daylight Time (PDT).

Importante osservare che per diverse settimane all’anno la differenza di fuso tra Europa e Nord America non corrisponde a quella canonica: questa incongruenza nasce dal fatto che nel Vecchio Continente il cambio di orario avviene l’ultima domenica di marzo e l’ultima di ottobre, mentre Oltreoceano la stessa operazione viene effettuata la seconda domenica di marzo e la prima di novembre.

Planisfero politico colori pastello con fusi orari

Altre zone del mondo non operano mai cambi d’orario: è il caso ad esempio dell’Argentina, che geograficamente si trova nella longitudine di UTC-4 (AST, vale a dire Atlantic Standard Time), ma per motivi politici ha abbandonato l’ora solare utilizzando solo l’ora legale. In molti altri Paesi della Terra succede invece l’opposto: l’ora legale non si applica in buona parte di Africa e Asia, nel Sudamerica (fatta eccezione per Cile, Paraguay, Uruguay e le regioni meridionali del Brasile) e in buona parte dell’Oceania. Attenzione anche agli Stati Uniti: Arizona e Hawaii non prevedono ora legale.

IST (Indian Standard Time) è il fuso orario dell’India e ha la particolarità della mezz’ora: è infatti UTC+5:30. Tutta la Cina, nonostante la straordinaria ampiezza del Paese, ha lo stesso fuso orario: individuato da diverse sigle (AWST, PST, SST, MST), corrisponde a UTC+8. Questo fa sì che in alcuni punti della Cina il sole sia a picco alle 11 del mattino e in altri alle 3 del pomeriggio.

Viaggiando a est dell’Oceania si arriva invece a UTC+12, mentre oltrepassando l’America verso ovest c’è UTC-12. Qui si raggiunge il punto della Terra esattamente opposto a Greenwich: da un lato ci sono zone che rispetto al meridiano 0 aggiungono 12 ore, dall’altro zone che ne sottraggono altrettante. Si chiama linea internazionale del cambio di data: istituita nel 1884 e corrispondente al 180° meridiano, se la si attraversa verso ovest si guadagna esattamente un giorno, che viene invece perso in caso di tragitto opposto.

Esistono quindi anche i fusi orari UTC+13 e UTC+14: alcuni territori in questa zona del mondo appartengono infatti alla stessa nazione (Kiribati, Tonga e Samoa), ma occupano diversi fusi orari. Eccezionalmente, perciò, guadagnano 14 ore da Greenwich per evitare di avere isole nella stessa nazione separate tra loro da… 24 ore esatte.

Carta del mondo politico con fusi orari

Ecco alcune curiosità:

La Francia è il paese con più fusi orari al mondo. Si va dal GMT-10 della Polinesia francese sino al GMT+10 di Wallis e Futuna, sino ad arrivare al GMT + 1 che si registra nella Francia metropolitana.

In passato la Russia copriva ben 11 fasce orarie, che sono state poi ridotte a 9.

Troviamo poi gli Stati Uniti, con 9 fusi orari, il Canada con 6 e infine la Cina con 5.

Spesso noi inseriamo gli orari dei fusi orari sulle nostre carte del mondo per evidenziare le diverse ore per ciascun stato. Abbiamo anche un Planisfero con i diversi fusi, che serve per realizzare il globo terrestre, che essendo sferico ha bisogno di fusi larghi all’altezza dell’equatore e appuntiti verso i poli.

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