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Geopolitica, la relazione fra geografia fisica, geografia umana e l'azione politica

Geopolitica, la relazione fra geografia fisica, geografia umana e l'azione politica

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La geopolitica studia i problemi politici nella loro interazione con i caratteri peculiari di un popolo e del suo spazio geografico.

Fondamento di questa scienza è la convinzione che le caratteristiche fisiche di un territorio e la cultura dei suoi abitanti possano influenzare significativamente le decisioni della sua classe politica.

In questo settore, l'osservazione delle correlazioni tra i fattori culturali, sociali, economici e geografici non ha una finalità meramente conoscitiva, ma viene svolta prevalentemente allo scopo di "predire" l'evoluzione degli eventi politici.

L'applicazione delle geopolitica alle questioni di politica mondiale ha fatto emergere già in passato un aspetto considerato inquietante e guardato con sospetto da molti studiosi: questa disciplina, infatti, fomenterebbe le rivalità di potere tra i vari Stati, supportando le loro rivendicazioni su questo o quel territorio, con ripercussioni estremamente pericolose sull'equilibrio internazionale.

Tale tendenza, etichettata come "pseudo-scienza nazistoide", è stata abbandonata a partire dal secondo dopoguerra sia nell'Europa occidentale che nei paesi comunisti.

Europa amministrativa

Negli anni Ottanta del Novecento, la disciplina è stata rivalutata grazie agli studi del teorico francese Y.Lacoste, il quale ha introdotto un nuovo impiego dei suoi strumenti di indagine, focalizzandosi sull'azione politica dell'uomo all'interno di un determinato territorio.

Prendendo le mosse da questa visione, la geopolitica ha seguito un nuovo corso, mirando a concentrarsi su un ambito di ricerca più utile e proficuo per lo sviluppo planetario.

Analizzando la relazione tra la posizione geografica dei paesi, la loro situazione politica e la loro possibilità di accesso a risorse, mercati e vie di comunicazione, l’odierna geopolitica esamina il rapporto di ogni realtà con le problematiche del contesto globale, con l'obiettivo di formulare delle previsioni sia di carattere politico che di natura economica.

Presupposto fondamentale di tale azione è stato l'abbandono di alcune posizioni del passato basate sul cosiddetto "determinismo geografico": tale corrente, nata negli ambienti positivisti della seconda metà dell'Ottocento, riteneva che il successo di una nazione fosse strettamente legato alla posizione geografica e al fattore demografico.

In Italia, la geopolitica ha conosciuto una grande espansione negli anni centrali del secondo conflitto mondiale grazie alla rivista "Geopolitica. Rassegna mensile di geografia politica, economica, sociale, coloniale", che proponeva articoli, tabelle e specifiche "carte geopolitiche" aventi come territorio di indagine soprattutto le zone balcaniche e il Mediterraneo.

Nel dopoguerra, la società italiana degli studiosi che presiedeva la rivista si sciolse e la disciplina conobbe un lungo periodo di abbandono, per poi essere riscoperta alla fine del ventesimo secolo.

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