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Geografia integrata e sviluppo sostenibile (Parte 2)

Geografia integrata e sviluppo sostenibile (Parte 2)

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Con il termine "sviluppo sostenibile" si indica un' espansione economica rispettosa della tutela ambientale e della conservazione delle risorse naturali.

Nato negli anni Settanta del Novecento per effetto della preoccupazione diffusa dalla "crisi petrolifera", questo concetto mira a superare il conflitto tra la crescita economica e i "limiti geobiofisici", incanalando l'azione umana verso uno sfruttamento razionale delle fonti energetiche che ne contenga l'esauribilità e ne garantisca la disponibilità anche per l'umanità futura.

In tal senso, la sostenibilità insiste sull'opportunità di sostituire all'impiego del combustibile fossile l'uso di "fonti rinnovabili" come l'energia solare e quella eolica; altro punto nodale del concetto di sviluppo sostenibile consiste nell'individuazione dei problemi ambientali che scaturiscono dal rapporto fra l'economia industriale e la limitatezza delle risorse del pianeta.

I teorici della sostenibilità si sono inoltre interrogati sugli effetti delle relazioni tra incremento demografico, produzione industriale, consumo delle risorse alimentari, inquinamento, espansione urbanistica e sfruttamento del territorio.

Nel corso degli anni, gli studi incentrati sull'argomento hanno portato all'elaborazione di modelli di sviluppo sostenibile nei quali sia possibile accordare i processi di crescita, sia demografica che economica, agli obiettivi di salvaguardia del pianeta.

Il problema non si limita ai rischi di esaurimento delle materie prime e delle fonti energetiche, ma include la necessità, per ogni sistema economico, di agire nel rispetto dell'equilibrio degli ecosistemi, onde non intaccare la "biodiversità" e garantire alle altre specie viventi le migliori condizioni di vivibilità.

All'inizio degli anni Novanta, il teorico statunitense "Herman Daly" ha identificato nello sviluppo sostenibile le prerogative di un sistema economico che procede secondo le "capacità di carico degli ecosistemi".

In base a tale teoria, l'entità dell'impatto umano sull'ambiente non deve mai oltrepassare i limiti imposti dalla biosfera: ciò significa che lo sfruttamento delle risorse deve essere calibrato sui loro naturali ritmi rigenerativi.

In più, la liberazione dei rifiuti che inquinano deve sempre avvenire entro le possibilità di assorbimento e smaltimento dell'ambiente.

Nell'attuabilità dei modelli di sviluppo sostenibile riveste un ruolo di primaria importanza la cosiddetta "pianificazione territoriale", disciplina che si occupa di rilevare l'assetto e le particolarità del territorio per consentirne le modifiche nel pieno rispetto degli equilibri ambientali e della salvaguardia delle risorse.

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