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A Firenze la Terrazza delle Carte geografiche

A Firenze la Terrazza delle Carte geografiche

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Finalmente riapre la Terrazza delle Carte Geografiche a Firenze, culla dell'arte e della cultura, la geografia come arte al tempo dei Medici

La Terrazza delle Carte geografiche agli Uffizi di Firenze

Proprio partendo dalle parole del direttore degli Uffizi, Eike Schmidy, «Qui si uniscono arte, geografia e urbanistica» viene da pensare vedendo queste foto.

Proprio nel cuore della Galleria degli Uffizi, accanto alle sale dove sono i quadri meravigliosi della Primavera e la Venere del Botticelli, e accanto alla Tribuna, c’è una stanza «segreta» e «misteriosa». È chiusa da oltre 20 anni al pubblico,subito dopo essere stata girata una scena del film di Dario Argento la «Sindrome di Stendhal».

Quattro secoli fa la chiamavano la Terrazza delle Carte geografiche (o matematiche) ed era una loggia affrescata con pitture murali straordinarie, non solo per la bellezza artistica ma per quello che rappresentavano allora, il non plus ultra dell’esattezza geografica, studiata e disegnata da Stefano Bonsignori, il geografo del Granduca Ferdinando I de’ Medici e dipinta a olio con miniature in oro da Ludovico Buti. Era anche un belvedere, la loggia, affacciato sulle meraviglie di Firenze, che a fine estate, dopo un restauro da 700 mila euro, diventeranno una nuova attrazione della Galleria.

La Sala delle Carte geografiche

«La Sala delle Carte Geografiche è d’importanza fondamentale per gli Uffizi e, insieme alla sala geografica del Vaticano è uno dei luoghi più importanti e suggestivi al mondo — spiega il direttore della Galleria Eike Schmidt —. Ma è anche unica. Infatti quando la ristrutturazione sarà completata e avremo la finestra panoramica, sarà possibile ammirare da una parte i dipinti murali geografici del dominio dei Medici e dall’altra la realtà del panorama».

Le mappe alle pareti

Le enormi mappe dipinte alle pareti che rappresentano la Toscana e l’isola d’Elba e le meraviglie del paesaggio (dalla vetrata) dove trionfano Santa Croce, Piazzale Michelangelo e l’abbazia di San Miniato al Monte. «Alzando gli occhi i visitatori ammireranno l’Allegoria delle costellazioni di Jacopo Zucchi — spiega Antonio Godoli, curatore del patrimonio architettonico degli Uffizi —, un soffitto capolavoro che Ferdinando I de’ Medici fece smontare dalla sua abitazione di Roma e rimontare agli Uffizi». Il restauro e il riallestimento della Sala inizieranno tra alcune settimane e si concluderà alla fine dell’estate. I finanziatori sono i Friends of the Uffizi Galleries, un’associazione americana che ha stanziato circa mezzo milione di euro, e lo Stato con 200 mila euro.

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