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Mappae Mundi del periodo medievale, i primi mappamondi della storia

Mappae Mundi del periodo medievale, i primi mappamondi della storia

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Con il termine "Mappae Mundi" vengono indicate le mappe del mondo risalenti al Medioevo. Di queste carte sono pervenuti ai giorni nostri circa 1.100 esemplari, di cui solo una minima parte è stata concepita come una vera e propria carta geografica indipendente: la maggior parte di queste mappae, infatti, sono illustrazioni di manoscritti.

Esse, infatti, non erano strumenti destinati alla navigazione, ma semplici schemi a supporto di studi ed esposizioni di teorie. Le tipologie variavano per complessità e dimensione, dalle carte molto piccole (pochi centimetri) a quelle che potevano raggiungere i 3 metri e mezzo di diametro (è il caso del "Mappamondo di Ebstorf", datato al tredicesimo secolo e andato distrutto durante la Seconda Guerra Mondiale).

Mappae Mundi del periodo medievale, i primi mappamondi della storia

Per le mappae mundi medievali viene oggi utilizzata una classificazione convenzionale che le distingue in quattro gruppi:

- mappamondi zonali,

che suddividevano la Terra in cinque zone climatiche (due aree fredde ai poli, due intermedie temperate e una torrida all'Equatore). Queste carte si basavano sulla convinzione che solo le fasce intermedie a clima temperato rendessero possibili gli insediamenti umani, escludendo del tutto che la fascia equatoriale potesse essere abitata. Per quanto riguarda l'emisfero meridionale (gli "antipodi"), veniva accreditata l'ipotesi cristiana secondo la quale quella zona dovesse essere disabitata. Queste mappae mundi vengono anche denominate "macrobiane", in quanto la maggior parte di esse si ritrova nel commentario di Macrobio al "Somnium Scipionis" di Cicerone;

- mappamondi T-O tripartiti.

Detti anche "mappae orbis terrae", mostrano solo la parte abitata già nota dell'emisfero settentrionale. Si tratta di rappresentazioni cartografiche circolari raffiguranti il Mediterraneo come una T che divide i continenti Asia, Europa e Africa. Al centro del mappamondo veniva collocata la città di Gerusalemme, mentre in alto era posta un'illustrazione che rappresentava il Giardino dell'Eden;

- mappamondi T-O quadripartiti,

ottenuti aggiungendo ad un mappamondo tripartito la rappresentazione degli antipodi;

- mappamondi complessi.

Tra le più celebri rappresentazioni cartografiche medievali, riportano una grande quantità di dettagli che non si ritrovano nelle altre tipologie di mappae mundi, quali laghi, fiumi, monti, città; alcune contengono anche ragguagli utili sulle zone costiere, riferimenti a personaggi ed episodi tratti dalla bibbia o dalla mitologia ed informazioni sulla flora e sulla fauna dei luoghi ( più spesso, animali e piante noti ai cartografi attraverso la letteratura classica).

Molti di questi mappamondi erano di grandi dimensioni (come il "mappamondo di Hereford", dal diametro di 1,5 metri).

Tra la fine del Medioevo e l'inizio del Rinascimento, le mappae mundi caddero progressivamente in disuso, soppiantate da rappresentazioni più evolute come i portolani e le carte basate sul sistema di latitudine e longitudine.

Appartiene a quest'epoca la cosiddetta "Mappa di Fra Mauro" (1450), ibrido fra una mappa mundi complessa e un portolano, che segna la transizione dai vecchi mappamondi ai nuovi sistemi cartografici.

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