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Giro d'Italia 2018: tappa finale a Roma

Giro d'Italia 2018: tappa finale a Roma

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La 101ª edizione del Giro d’Italia, la Corsa Ciclistica più importante d'Italia, concluderà il suo percorso a Roma. Anche quest’anno saranno molteplici i temi che la Corsa Rosa saprà raccontare lungo la sua strada tra storia, cultura e sport.
Per la prima volta un grande giro partirà al di fuori dai confini dell’Europa (Israele, Gerusalemme) per concludersi a Roma, come era accaduto soltanto 3 volte, nel 1911, nel 1950 e nel 2009. 

Il gran finale sarà a Roma, domenica 27 maggio 2018, ventunesima e ultima tappa della corsa.

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Per la passerella finale i corridori saranno impegnati in una tappa per velocisti, in un circuito di 11,8 chilometri che si ripeterà dieci volte. Il percorso si snoderà lungo le strade del centro storico: Trinità dei Monti, piazza Barberini, largo delle Terme di Caracalla faranno da scenario ai veloci passaggi delle bici. Il vincitore verrà premiato nel corso di una cerimonia davanti al Colosseo.

Romani e turisti potranno vedere da vicino le imprese dei grandi atleti, mentre ben 22 network mondiali trasmetteranno l'evento nel mondo con un coinvolgimento di 2035 Media.

 Ma cosa è e come nasce il Giro d’Italia?

Il Giro d'Italia è una corsa a tappe maschile di ciclismo su strada, che si svolge lungo le strade italiane con cadenza annuale. Occasionalmente il percorso può interessare località al di fuori dai confini italiani. Fu istituito nel 1909 su un’idea del giornalista forlivese Tullo Morgagni. Il luogo di partenza è in genere ogni volta diverso, l'arrivo generalmente è a Milano, città dove ha sede La Gazzetta dello Sport, il quotidiano sportivo che organizza la corsa sin dalla sua istituzione.

Storicamente, l'Italia, detiene la seconda corsa a tappe più prestigiosa dopo quella francese.

La nascita del Giro venne formalizzata con un annuncio sulla Gazzetta dello Sport il 24 agosto 1908, con la promessa di 25 000 lire di premio al vincitore. Il primo Giro d'Italia partì il 13 maggio 1909 alle 2:53 da Milano per la prima tappa di sempre, vinta da Dario Beni. Vi furono 8 tappe, per complessivi 2.448 chilometri, fra il 13 e il 30 maggio che videro i migliori ciclisti dell'epoca affrontarsi. Il vincitore portava a casa 5.250 lire e l'ultimo classificato riceveva 300 lire.

Il record di vittorie è condiviso da tre ciclisti, ognuno con cinque vittorie: gli italiani Alfredo Binda, vincitore tra il 1925 e il 1933, Fausto Coppi, vincitore tra il 1940 e il 1953, e il belga Eddy Merckx, che vinse tra il 1968 e il 1974. Per quel che riguarda le vittorie di tappa, il record appartiene al velocista italiano Mario Cipollini, che nell'edizione del 2003 riuscì a superare il record di 41 vittorie.

I maggiori protagonisti nei primi anni furono Ganna e Galetti e dopo alcune annate interlocutorie e l'inizio della Prima guerra mondiale si ebbero diversi protagonisti che sarebbero divenuti leggendari: Costante Girardengo, Giovanni Brunero, Alfredo Binda e Gaetano Belloni.

La partenza del Giro fu posta per tutte le edizioni a Milano tranne nel 1911 e nel 1929 (a Roma) e nel 1930 (a Messina) mentre l'arrivo fu piazzato ancora a Milano ad eccezione del Giro 1911, dove l'arrivo fu a Roma, e nel 1912, dove l'arrivo fu posto a Bergamo.

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Il leader della classifica generale indossa ogni giorno la maglia rosa, lo stesso colore del quotidiano che organizza la corsa, La Gazzetta dello Sport. Il miglior scalatore indossa una maglia azzurra, mentre il primo nella classifica a punti indossa una maglia ciclamino. Quattro sono oggi le maglie caratteristiche del Giro d'Italia, indossate durante la gara dai leader delle diverse classifiche:

La maglia rosa per il corridore con il miglior tempo cumulativo (leader della classifica generale).

La maglia ciclamino per il corridore che conquista più punti nei traguardi intermedi e sugli arrivi (leader della classifica a punti).

La maglia azzurra per il corridore che conquista più punti e bonus sulle cime (leader della classifica della montagna).

La maglia bianca per il corridore che non ha ancora compiuto il venticinquesimo anno di età il 1º gennaio dell'anno in corso con il miglior tempo cumulativo (leader della classifica dei giovani).

Un corridore che guida più di una classifica veste la maglia più prestigiosa, mentre il secondo della classifica minore indossa la maglia subordinata. Vengono assegnati anche un Premio della Combattività e altri premi speciali. Dal 1999 al vincitore viene consegnato il "Trofeo senza fine", composto da una barra di rame bombata, piegata a spirale, che si eleva dalla base in cerchi sempre più ampi, sui quali sono incisi i nomi di tutti i vincitori.

Come diceva Erino Caracciolo “Le ruote di una bici sono come le lancette di un orologio: girano lentamente ma possono andare molto lontano “.

Raccontaci anche tu il tuo viaggio più avventuroso o divertente in bici!

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